Supporto nutrizionale degli omega-3 nell’alimentazione degli animali domestici

E. Bauer, 2011

I  livelli adeguati d’inclusione alimentare di omega-3 hanno dimostrato di essere un supporto efficace nel limitare l’infiammazione corporea, che predispone alla cronicizzazione di molti squilibri di salute, e nel influenzare l’espressione di geni predisponenti.

In questa review sono riportati diversi studi che evidenziano come l’inclusione di omega-3 nella dieta possa portare a dei miglioramenti significativi dello stato di benessere dell’animale. I livelli d’inclusione utilizzati rispettano i limiti massimi di sicurezza descritti da NRC di 370mg/kg0,75 (nel cane).

  • Problemi cutanei

Test clinici nel cane

  1. 16 cani con prurito idiopatico, atopia e allergia alle pulci sono stati trattati con capsule di omega-3 contenenti 180 mg di EPA e 120 mg di DHA ogni 4,55 kg di peso corporeo per 6 settimane. Il trattamento ha migliorato il prurito, l’alopecia e l’aspetto del pelo.
  2. 22 cani con atopia, non stagionale, acuta e cronica sono stati studiati per 2 mesi durante i quali è stata somministrata una miscela di 17 mg di EPA/kg, 5 mg di DHA/kg e 35 mg acido g-linolenico/kg. E’ stato riscontrato un miglioramento soprattutto dei cani con atopia in fase acuta.
  3. 29 cani sono stati inclusi in uno studio di 10 settimane somministrando olio di pesce (50-85 mg di EPA/kg e 35-55 mg di DHA/kg) o olio di semi di lino (570 mg di ALA e 170 mg di acido linoleico). Per ottenere simili risultati sono stati necessari 2,3 volte più olio di lino rispetto l’olio di pesce.

Test clinici nel gatto

  1. In uno studio, è stato dimostrato che le diete con olio di semi di lino e di olio di pesce incluse rispettivamente al 22 e al 14 sul totale dei grassi, ha ridotto l’infiammazione cutaneae la dieta con l’olio di pesce ha aumentato la concentrazione di LTB5 della pelle.
  2. I problemi di dermatite, o associati ad essa, migliorano utilizzando <75 mg di EPA e DHA/kg per BW67/giorno.
  • Cardiopatie

Test clinici nel cane

  1. A 28 cani con scompenso cardiaco cronico secondario a cardiomiopatia dilatativa sono state somministrati 27 mg di EPA/kg/d + 18 mg di DHA/kg/d o un placebo. Rispetto al gruppo placebo, il gruppo testato mostrò una riduzione significativa di PGE2 comportando un abbassamento dell’infiammazione, minore concentrazione di IL-1 (parametro usato per stabilire il tasso di sopravvivenza) e miglioramento dello stato di cachessia.
  2. 24 cani con fibrillazione atrioventricolare hanno ricevuto per 2 settimane 1 g di EPA e DHA/giorno riportando i seguenti risultati : riduzione degli episodi di fibrillazione atriale e miglioramento della conduzione atrioventricolare, riduzione delle conduzioni anomale a/v e un aumento moderato dell’attività atriale di MMP-9 e dell’espressione di RNA messaggero per il collagene di  tipo I e III.
  3. A 8 cani con fibrillazione atriale sono stati somministrati 1,2 g di EPA e DHA per 14 giorni per valutare sia la prevenzione della FA indotta da stimolazione vagale sia l’espressione delle CXs nelle Gap Junctions nei tessuti atriali presentanti fenomeni aritmogeni. I risultati dimostrarono che un aumento delle concentrazioni atriali di omega-3 PUFA riducevano la vulnerabilità alla FA e diminuivano l’espressione di CX40 e CX43 dimostrando la proprietà antiaritmica degli Ω-3.
  4. 21 cani con necrosi del miocardio sono stati trattati con 0.06 g di EPA/kg e 0.04 g di DHA/kg per 6 settimane mostrando una riduzione significativa dell’area necrotica.
  5. 21 Boxers con aritmia del ventricolo destro sono stati valutati per 6 settimane usando 0,06 g di EPA/kg e 0,04 g di DHA/kg. Il numero di battiti ventricolari prematuri/24 h si ridussero.
  6. Il trattamento con 40 mg di EPA/kg e 25mg di DHA/kg riduce la cachessia e promuove l’assunzione di cibo in cani con anoressia indotta da patologie cardiache croniche. 
  • Problemi renali

Test clinici nel cane

A 21 cani parzialmente nefrectomizzati è stata integrata la dieta con 2.28% di EPA e 2.1% di DHA (760 mg di EPA e DHA/kg peso coporeo0,75) per 20 mesi. I risultati ottenuti: media della clearance della creatinina esogena aumentata e rapporto proteine/creatinina nelle urine diminuito. Anche l’ipertensione glomerulare e la produzione di eicosanoidi proinfiammatori erano diminuiti così come l’ espansione della matrice mesangiale, la sclerosi glomerulare e gli infiltrati cellulari nell’interstizio renale.

Un’ integrazione di 130-140 mg di EPA e DHA/ kg peso coporeo0,75 per un cane di 10 kg è indicata per il trattamento dell’IRC.

Test clinici nel gatto

A 146 gatti vennero somministrate diversi tipi di diete commerciali “renal” e in questo test si dimostrò che le maggiori aspettative di vita (16 mesi vs 7) si ottennero in quelle più ricche di Ω3. Vennero osservati: riduzione della produzione di trombossani A2, riduzione di colesterolo e lipoproteine e abbassamento della pressione sanguigna.

Osteoartrite e benessere articolare

Test clinici nel cane

Le proteine COX-2, 5-LOX e LTB4 sono tipicamente prodotte in caso di osteoartrosi dell’articolazione dell’anca. Gli Omega-3 competono con l’acido arachidonico come substrati per gli enzimi COX e LOX, riducono l’espressione nella cartilagine di trombossani A2, LTB4, IL-1, IL-2 e TNF.

  1. Cani con lesione dei legamenti sono stati alimentati, pre e post chirurgia, con una dieta integrata di 90 mg di EPA e DHA/kg. L’espressione dell’attività delle MMP così come gli inibitori tissutali delle MMP-2, e l’u-plasminogeno sono diminuiti nel liquido sinoviale dell’articolazione controlaterale dimostrando che lo stress da carico dell’arto sano andava a influenzare l’infiammazione in quella sede.
  2. A 127 cani con osteoartrosi sono state somministrate diete veterinarie contenenti il 3.48% di omega-3 totali sulla SS e glucosamina (0.03%) per 6 mesi riportando miglioramenti nella camminata, nella capacità di giocare e nell’alzarsi dalla posizione accucciata. Ulteriori valutazioni (force-plate analysis) hanno mostrato miglioramenti delle zoppie e del weight-bearing scores.

Test clinici nel gatto

  1. A 40 gatti con DJD venne somministrata una dieta con1.88 g di EPA e DHA/1,000 kcal=2.97 g di omega3/1,000 kcal, estratto di cozza verde (74 mg/1,000 kcal) e glucosamina-condroitin solfato (250 mg/1,000 kcal). Frazioni fosfolipidiche di EPA e DHA vennero rilevate, l’attività dell’alanina transaminasi serica diminuì, l’attività delle lipasi era piu elevata e la loro mobilità articolare si dimostro migliorare.
  2. La dieta di 119 gatti con DJD venne integrata con manganese, metionina, e acidi grassi omega-3 (contenuto di EPA e DHA non disponibile) dimostrando un miglioramento dell’artrosi e quindi della loro mobilità e una riduzione di zoppia e rigidità.
  • Tumori

Test clinici nel cane

I tumori del colon, della mammella, della prostata, i linfomi, gli osteosarcomi, e altri sono stati studiati nell’uomo e negli animali domestici riscontrando una sovrapposizione dei geni downregolati e una similitudine nella rete dei segnali che inducono il cancro stesso. Per questi motivi lo studio dell’impiego clinico degli omega-3 è di utilità per entrambe le specie.

  1. L’attività delle MMPs è notevolmente alta in cani con tumori della ghiandola mammaria. Gli omega-3 LC PUFAs possono regolare sia le MMPs che i loro inibitori tissutali e per questo il loro utilizzo può modulare lo stato di avanzamento del tumore.
  2. In vitro, le cellule tumorali soffrono l’aumento della perossidazione lipidica (indotta dall’inclusione di lipidi altamente perossidabili come il DHA) inducendo apoptosi e rallentando la progressione del tumore.
  3. 32 cani con un linfoma al terzo stadio sono stati trattati con Doxorubicina e con una dieta ricca di oli di pesce e arginina (EPA 29 g/kg e DHA 24 g/kg di dieta). Sono state osservate concentrazioni ridotte di acido lattico plasmatico, un allungamento delle aspettative di vita e lunghi intervalli di pausa della malattia.

Test clinici nel gatto

Le cellule tumorali di ghiandole mammarie feline se coltivate in un medium arricchito con omega-3 mostrano una riduzione significativa di attivazione degli intermediari della via MAPK, aumento dell’apoptosi, minore proliferazione cellulare, minore angiogenesi e riduzione dell’espressione della COX-2. In particolare è stata dimostrata una riduzione dell’attività MAPK e quindi una stasi del tumore passando da un rapporto omega-6/omega-3 di16:1 a uno < 1:1.

  • Funzioni cognitive, aggressività e salute neurologica

Test clinici nel cane

  1. 142 cani, di età ≥ ai 7 anni, mostravano segni di declino cognitivo e vennero testati con una dieta all’ 0.01% di DHA per 60 giorni. Essi migliorarono la capacità di riconoscere membri famigliari e altri animali, diminuirono il leccamento compulsivo e risposero correttamente a stimoli comportamentali indotti.
  2. L’olio di pesce, in associazione con fenobarbitale è stato impiegato per il controllo dell’epilessia idiopatica in un Alano di 2 anni. In 18 mesi di trattamento la frequenza degli attacchi epilettici è stata ridotta dell’85% rispetto alla frequenza riscontrata con la sola somministrazione di fenobarbitale.
  3. 18 pastori tedeschi con segni clinici di aggressività hanno presentato rispetto ad un gruppo di cani sani: basse concentrazioni ematiche di DHA e alti rapporti Ω6/Ω3 suggerendo che le carenze di omega-3 possono impattare negativamente sul comportamento.
  • Obesità

L’obesità è associata a insulino resistenza, a intolleranza al glucosio e ha effetti sui mediatori dell ‘infiammazione. In uno studio è stato dimostrato l’effetto degli Ω3 nel diminuire l’insorgenza del diabete mellito nel gatto conseguente all’obesità.

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