Studio randomizzato, controllo dell’allopurinolo, sugli effetti dei nucleotidi alimentari e del composto attivo correlato all’esose nel trattamento della leishmaniosi canina

Segarra S. et al. 2017

Il trattamento d’elezione per la leishmaniosi canina (CanL) è l’antimoniato di N-metilglucamina (MGA) combinato con allopurinolo per 6-12 mesi. Tuttavia, in alcuni cani l’allopurinolo può indurre iperxantinuria con conseguente urolitiasi. Inoltre, la resistenza all’allopurinolo è stata recentemente descritta in Leishmania infantum isolata in cani sottoposti a diversi trattamenti in seguito a recidive della malattia. Sono quindi necessari trattamenti alternativi.

Alcuni autori infatti sostengono che il futuro nella terapia contro la CanL sia l’associazione di trattamenti parassiticidi/parassitostatici in grado di eliminare il parassita e gli immuno-modulatori in modo da suscitare una risposta immunitaria appropriata e più efficiente nei confronti del parassita. In effetti, un recente studio ha mostrato come una dieta che agisca modulando il sistema immunitario, possa migliorare la risposta immunitaria di un cane con leishmaniosi in terapia con protocolli farmacologici standard.

Poiché il tipo di risposta immunitaria dell’ospite è fortemente influenzata dalla progressione e dalla prognosi della CanL, i cani potrebbero beneficiare di trattamenti mirati a modulare tale risposta, come i nucleotidi e il composto attivo correlato all’esose: AHCC-Active Hexose Correlated Compound (AHCC) [un estratto fungino della famiglia dei Basidiomiceti, composto per il 74% da catene di oligosaccaridi N.d.R]. Lo scopo di questo studio è di valutare gli effetti di una combinazione orale di nucleotidi e AHCC nei cani con leishmaniosi clinica.

Questo studio multicentrico, randomizzato, in open-label, con controllo positivo è stato svolto su 69 cani con leishmaniosi clinica suddivisi in due gruppi: GRUPPO ALLOPURINOLO (38 cani) a cui veniva somministrato 10mg/kg di allopurinolo OS ,BID per 6 mesi e GRUPPO INTEGRATORE (31 cani) a cui è stato somministrato  17 mg/kg AHCC + 32mg/kg di nucleotidi per OD, SID per 6 mesi. A tutti i cani, per un periodo iniziale di 28 giorni, è stato somministrato MGA (50mg/kg SC BID).

Il follow-up è stato effettuato al giorno 0 (giorno di reclutamento), 30 e 180 giorni di trattamento.

Ad ogni follow-up veniva effettuato l’EOG e valutati i segni clinici utilizzando un sistema di punteggio clinico convalidato (Miró et al., 2009); sono stati inoltre misurati diversi parametri prelevando campioni di sangue, di urine e di midollo osseo.

Dopo 180 giorni di trattamento, sono stati rilevati, in entrambe i gruppi, significativi miglioramenti dei punteggi clinici medi e del titolo anticorpale. La carica parassitaria (RT-PCR) si è ridotta in entrambe i gruppi senza una significativa differenza nel tempo o tra i gruppi. Inoltre, è stata osservata una riduzione significativa del punteggio clinico tra 30 e 180 giorni di trattamento solo nel gruppo integratore. Durante lo studio 12 cani facenti parte del gruppo allopurinolo hanno sviluppato xantinuria, mentre nessun cane nel gruppo integratore ha avuto questo tipo di problema.

Questo ha mostrato che la somministrazione semestrale di un integratore alimentare contenente nucleotidi e AHCC raggiunge un’efficacia simile a quella dell’allopurinolo, senza causare xantinuria o urolitiasi. Pertanto, questa combinazione potrebbe essere una buona alternativa al trattamento standard, da sola o insieme a trattamenti convenzionali, in particolare per i pazienti affetti da CanL che soffrono di reazioni avverse all’ allopurinolo. Sulla base di questi risultati e per la natura di questi composti, è stato ipotizzato che i nucleotidi in associazione con AHCC potrebbero anche servire come trattamento appropriato per prevenire la progressione della malattia.

Tuttavia, il presente studio ha alcune limitazioni. Innanzitutto, era un open-label e, sebbene i cambiamenti clinici siano stati valutati utilizzando un sistema a punteggio unico per tutti e registrato, alcuni dei parametri potrebbero non essere stati valutati in modo completamente oggettivo. Poi, sebbene tutti i cani abbiano ricevuto una dieta di mantenimento, sono state utilizzate diete di marchi diversi e con differenti formulazioni tra i cani dello studio; pertanto, la dieta potrebbe aver influenzato la risposta del sistema immunitario di questi cani.

Questi risultati, insieme alle limitazioni sopra menzionate, aprono la porta per altre indagini. Sono necessari ulteriori studi che valutino le azioni specifiche dei nucleotidi e dell’AHCC da soli o in associazione. Ulteriori studi clinici con campioni di dimensioni maggiori, con una corretta stadiazione clinica dei pazienti, con un follow-up più lungo, con anche la combinazione dell’integratore con altri farmaci leishmanicidi, sarebbe auspicabile per confermare ulteriormente le osservazioni evidenziate in questo studio.

Sulla base dei risultati di questo studio e anche su osservazioni precedenti in pazienti con CanL conclamata, una combinazione di nucleotidi e AHCC potrebbe diventare uno strumento utile come unica terapia in cani infetti ma clinicamente sani o come terapia aggiuntiva a terapie già esistenti in pazienti malati, per ottenere una migliore risposta clinica, ridurre i dosaggi di farmaci anti-Leishmania e quindi ridurre di conseguenza il rischio di sviluppare resistenze e reazioni avverse.

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