Sagols and Priymenko N.
Nei cani con insufficienza cardiaca si verifica una elevata produzione di radicali liberi, che sono i maggiori responsabili dei danni cellulari, causando uno stress ossidativo. Un’adeguata alimentazione, in questi animali, gioca un ruolo importante nella limitazione di questo fenomeno: la presenza di acidi grassi essenziali nella composizione delle membrane diminuisce la sensibilità delle cellule ai radicali liberi e rappresenta la prima difesa contro lo stress ossidativo; d’altro canto anche il coenzima Q10, la vitamina E ed i polifenoli sono molecole antiossidanti che aiutano le cellule a neutralizzare i radicali liberi conseguenti allo stress ossidativo.
L’insufficienza cardiaca rappresenta una delle cause principali di morte nei carnivori domestici. In questi animali, l’ossigenazione delle cellule non avviene in maniera corretta e questo porta ad una disfunzione del metabolismo cellulare.
Nella forma cronica, il lavoro del cuore è insufficiente ad apportare una normale ossigenazione a tutte le cellule e questo implica una carenza di ossigeno cellulare e quindi un irregolare produzione di radicali liberi.
Nella forma acuta, durante il fenomeno della riperfusione da ischemia, avviene invece una massiva produzione di queste molecole.
I radicali liberi sono prodotti normalmente dal metabolismo cellulare ed in condizioni fisiologiche gli enzimi antiossidanti regolano il processo. Quando, però, ne viene prodotta una quantità superiore alla capacità degli enzimi, allora questi vanno a danneggiare le cellule e si verifica uno stress ossidativo.
Queste molecole sono veramente instabili e tossiche per le cellule, inducono la perossidazione dei lipidi di membrana e ne alterano la stabilità e la permeabilità. Queste lesioni cellulari sono così importanti che possono portare la morte per apoptosi della cellula.
Quindi, l’insufficienza cardiaca è all’origine dello stato nocivo dello stress ossidativo cellulare, il quale peggiora la disfunzione delle cellule cardiache che a sua volta amplifica il fenomeno dello stress ossidativo.
RUOLO DEGLI ACIDI GRASSI ESSENZIALI OMEGA-3
Gli acidi grassi insaturi delle membrane cellulari sono i primi ad essere danneggiati dai radicali liberi prodotti durante l’insufficienza cardiaca, che porta ad una disorganizzazione e ad una disfunzione cellulare. La presenza degli acidi grassi essenziali nella composizione delle membrane cellulari diminuisce la loro sensibilità all’azione dei radicali liberi.
Alcuni acidi grassi vengono definiti ESSENZIALI perché l’organismo dei mammiferi non li produce e quindi necessitano di integrarli con la dieta, come nel caso degli acidi grassi omega 3 e omega 6
Non tutti gli acidi grassi essenziali sono equivalenti: ad esempio gli acidi grassi essenziali omega 6, comunemente conosciute per essere degli attivatori dell’infiammazione, non inducono gli stessi benefici per le cellule cardiache come gli omega 3.
Infatti, in uno studio con dei ratti, un’integrazione del 7% di acidi grassi omega 3 nella dieta ha portato ad un incremento della concentrazione cellulare dell’enzima superossido dismutasi a livello cardiaco, utile nella neutralizzazione dei radicali liberi.
Gli acidi grassi essenziali omega 3 si trovano nel grasso del pesce, nell’olio di soia, colza e lino. Sebbene la dose ottimale di omega 3 deve ancora essere determinata, sembrerebbe molto importante il rapporto tra gli omega 6: omega 3. Infatti, se la quantità di acidi grassi omega 3 somministrata è elevata, c’è il rischio di una perossidazione dei grassi, quindi il rapporto ottimale tra questi due acidi grassi sembrerebbe essere di 5:1.
RUOLO DEGLI ANTIOSSIDANTI
COENZIMA Q10
È già noto che un’integrazione di coenzima Q10 ha un ruolo nel miglioramento della funzione cardiaca, infatti fa parte della catena respiratoria mitocondriale e svolge quindi un ruolo nella produzione di energia cellulare.
Questo coenzima con le sue proprietà antiossidanti, aiuta a combattere i radicali liberi rilasciati in un secondo momento durante la riperfusione, grazie a due meccanismi: diretto, eliminando i radicali liberi prodotti, e indiretto, rigenerando la forma attiva delle altre molecole antiossidanti; inoltre interviene anche nella ripresa della produzione di energia dopo un fenomeno di ischemia, migliorando la funzione dei miociti.
Il coenzima Q10 può essere sintetizzato dalla fenilalanina, acetil-coenzima A, dalla tirosina e da 7 vitamine (B2, B3, B5, B6, B9, B12 e C). La carne ne è particolarmente ricca, e la dose raccomandata è da 30 a 90 mg per via orale, due volte al giorno.
VITAMINA E e SELENIO
Tutti gli 8 isomeri della vitamina E sono vitamine liposolubili con proprietà antiossidanti, ma la forma più attiva è la forma alfa-tocoferolo e, facendo parte della membrana cellulare, gioca un ruolo di difesa contro le molecole ossidanti. Quando si trova in eccesso viene utilizzata dalla glutatione perossidasi per neutralizzare le molecole ossidanti. Il maggior cofattore di questo enzima è il Selenio ma, se una sua carenza implica una minor resa di questo enzima, un aumento di Selenio non ne condiziona l’attività.
La vitamina E è sintetizzata dalle piante. Il quantitativo minimo raccomandato da assumere con l’alimento da AAFCO è di 50 UI/kg S.S. il suo assorbimento intestinale è ampiamente influenzato dalla composizione della razione, la presenza di agenti ossidanti negli acidi grassi polinsaturi implica un aumento di fabbisogno di vitamina E, al contrario una razione contenente acidi grassi monosaturi o selenio porta ad una diminuzione del fabbisogno di vitamina E.
In qualunque caso, nell’alimento dei cani, la massima dose raccomandata è di 1000 UI/kg.
POLIFENOLI
Queste molecole sono sintetizzate dalle piante per rispondere ad uno stress ambientale, ed hanno proprietà antiossidanti che consentono di catturare i radicali liberi prodotti durante lo stress ossidativo.
Negli alimenti la fonte principali di polifenoli sono le piante.
La determinazione della composizione di queste molecole negli alimenti è difficile a causa della grande varietà presente (più di 800 differenti molecole organiche). Esiste una grossa differenza tra la quantità di polifenoli contenuta negli alimenti e la quantità effettivamente assorbita e usata dall’organismo: la cottura, lo sbucciamento di frutta e verdura, e la conservazione sono alcuni fattori che diminuiscono l’effettiva presenza di queste molecole nella dieta.
I polimeri più piccoli sono più facilmente assorbiti e hanno una miglior azione sistemica, che implica un maggior valore nutrizionale.
In conclusione, una dieta specificatamente formulata costituisce la risorsa principale per il benessere e l’aspettativa di vita di questi animali. Gli acidi grassi e gli antiossidanti introdotti con la dieta possono giocare un ruolo importante nel mantenimento dell’omeostasi delle cellule cardiache e specialmente nella gestione dello stress ossidativo.
Nella pratica, nell’alimento dietetico per animali con insufficienza cardiaca vengono comunemente aggiunti gli acidi grassi essenziali con un rapporto omega 6/ omega 3, che varia da 2 a 10. Per quanto riguarda l’aggiunta delle molecole antiossidanti, queste sono spesso ritrovate in quantità più basse rispetto a quelle necessarie per fornire benefici al cuore. Questo è probabilmente dovuto alla difficoltà di preservarne una quantità sufficiente durante le operazioni di preparazione degli alimenti.