Yamato O. et al. 2018
L’aglio (Allium sativum) è una pianta coltivata bulbosa, assegnata recentemente alla famiglia delle Amarillidacea. Da sempre utilizzata come semplice condimento in cucina, è ormai altrettanto nota per le sue proprietà terapeutiche sostenute in un primo momento da credenze popolari ed avvalorate ormai dalla scienza.
Innumerevoli sono infatti gli effetti positivi sulla salute dell’uomo conosciuti fin dall’ antichità e che lo hanno portato ad essere attualmente usato con ottimi risultati come integratore per il controllo di varie patologie quali malattie cardiovascolari, disordini intestinali, aterosclerosi, ipertensione ed altri tipi di malattie e disordini con efficacia scientificamente provata.
E’ infatti ricco di inulina, aminoacidi, zolfo, zinco, potassio e fosforo. Contiene anche vitamina A e C, calcio, magnesio, manganese, selenio, germanio e vitamine del complesso B.
L’ uso nel cane e nel gatto è stato per molto tempo considerato nocivo e collegato all’ insorgenza di un tipo di anemia emolitica determinata da danni ossidativi ai globuli rossi con conseguente apoptosi precoce di queste cellule; questo porta a riduzione dell’ematocrito, di conseguenza del livello di ossigenazione del sangue e tutto ciò che ne consegue dal punto di vista sistemico.
Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato come in realtà l’ uso in formulazioni e livelli d’inclusione adeguati in termini di tempi di somministrazione e concentrazione di questa pianta, non comporti effetti dannosi ma piuttosto benefici. Al Research Institute of Animal Science in Biochemistry and Toxicology del Giappone è stato condotto uno studio in cui è stata valutata l’efficacia dell’estratto di aglio invecchiato (AGE) come integratore per mantenere la salute nel cane o come supporto alla prevenzione di molteplici patologie.
E’ stato scelto in questo studio di usare l’aglio invecchiato in quanto non contiene l’odore caratteristico che lo rende poco appetibile ed irritante per la mucosa gastrica.
Lo studio è stato condotto su un campione di 9 cani di razza Beagle di 3 anni di età, di peso compreso tra gli 11 e i 13 kg, esenti da patologie e suddivisi in 3 gruppi misti di maschi e femmine.
Ad ogni gruppo è stata somministrata AGE ad un differente livello di inclusione di:
- al primo gruppo è stato somministrato a 45mg/kg/die;
- al secondo gruppo è stato somministrato a 90mg/kg/die;
- al terzo, che costituiva il gruppo di controllo, è stata somministrata solo acqua senza integrazione di AGE.
Tutti i cani sono stati alimentati con 230 gr di cibo secco al giorno e sono stati sottoposti a valutazione al giorno 0, a 4 settimane, a 8 settimane e a 12 settimane.
I fattori di valutazione sono stati: aspetto del pelo, variazioni del peso corporeo, modificazioni dell’appetito, caratteristiche delle feci e colore delle urine.
Lo scopo dello studio è stato ricercare il livello d’inclusione sicuro di AGE e valutare gli effetti conseguenti ad un uso prolungato sui cani e con i dati raccolti, progettare un integratore sicuro da utilizzare su di essi.
Dopo 4 e 8 e 12 settimane di somministrazione, nei due gruppi trattati con AGE, non si sono verificate variazioni significative nell’emocromo e nei parametri sierici.
Analizzando i campioni di sangue non si è osservato alcun danno ossidativo e non sono stati osservati corpi di Heinz, quali inclusioni citoplasmatiche degli eritrociti indici di precipitazione di emoglobina in seguito a danni di vario genere compresi quelli ossidativi responsabili dell’anemia emolitica.
Si è osservata una variazione lievemente significativa nell’attività dell’ LDH, l’ enzima lattato deidrogenasi, ma trattandosi di un enzima non specifico la sua variazione può essere ricollegata ad alterazioni nella funzionalità di uno qualsiasi degli organi a cui fa riferimento e perciò va interpretato sempre in relazione ad alterazioni di altri valori ematochimici e questo porta a considerare che piccole fluttuazioni possano essere presenti anche in condizioni normali e un singolo valore alterato in assenza di sintomi non è considerato significativo; in questo caso specifico non è stato considerato imputabile all’AGE, così come i saltuari episodi di vomito e feci di scarsa consistenza riscontrate in 3 cani con episodi sporadici nelle 12 settimane dello studio.
E ‘stata inoltre rilevata una frequente attivazione del gene che codifica il fattore Nrf2 nel secondo gruppo di cani con AGE rispetto al gruppo di controllo.
Il fattore di trascrizione nucleare eritroide-2 (Nrf2), regola l’espressione genica di una grande varietà di geni che codificano per proteine coinvolte nelle difese antiossidanti e per enzimi implicati nei processi di detossificazione, diventando un’importante regolatore delle risposte cellulari contro gli stress ambientali.
L’ aumento di Nrf2 nel secondo gruppo di cani è stato considerato significativo.
L’attività di Nrf2 è regolata a vari livelli e con diversi meccanismi; tra questi quello meglio studiato è il sistema Nrf2/Keap1 che si basa sulla disponibilità nucleare di Nrf2 stesso. L’ integrazione di AGE apporta tra i vari elementi anche molecole di zolfo che possono disattivare il gene Keap1 che è deputato alla codifica di una Nrf2, normalmente sequestrato nel citoplasma perché legato alla proteina Keap1 qui Nrf2 viene continuamente degradato attraverso un sistema di ubiquitinazione ed è stato dimostrato che Keap1 è direttamente collegato ai processi di degradazione di Nrf2 e così ne reprime l’attività.
Nrf2 non degradato si trasferisce nel nucleo dove dimerizza con le proteine Maf, piccoli fattori di trascrizione, per formare un eterodimero che può legare l’elemento di risposta antiossidante situato nelle regioni regolatorie di molti enzimi citoprotettivi sul DNA.
Si ritiene che l’aglio sia responsabile dell’anemia emolitica a causa del suo contenuto in tiosolfato di sodio considerato causa del processo di ossidazione degli eritrociti con conseguente formazione dei corpi di Heinz; tuttavia stimando a 100 giorni il tempo di sopravvivenza fisiologico degli eritrociti canini e considerando che l’esperimento si è protratto per 84 giorni totali, si evince che col trascorrere dell’84% della vita media dei globuli rossi, non sono state rilevate variazioni apprezzabili.
Lo studio conclude sostenendo che AGE, non contenendo, al contrario dell’aglio fresco, tiosolfati di sodio, è sicuro somministrato al livello d’inclusione di 90 mg/kg/die per 12 settimane, in Beagles esenti da patologie. Tuttavia essendo stata riscontrata una leggera infiammazione intestinale in un cane si è concluso che integratori o farmaci a base di AGE per i cani, debbano contenere una sostanza mucoprotettiva.
Inoltre, AGE non solo induce risposta da parte di Nrf2 ma sovraregola più geni correlati all’azione antiossidante e alla disintossicazione.