Gostelow R. et al., 2014
Il diabete mellito (DM) è una patologia endocrina comune nei gatti, la cui prevalenza sta probabilmente aumentando. La maggior parte dei casi di DM felino assomigliano al diabete di tipo II umano, che deriva da una combinazione di insulino-resistenza nei tessuti periferici, associata a una secrezione di insulina anomala secondaria ad una disfunzione delle cellule beta pancreatiche.
Nel 2014 è stata pubblicata una Revisione Sistematica con l’intento di rispondere a due grandi domande:
- Quali fattori influenzano il tasso di remissione del DM nel gatto? In particolare, quali aspetti del trattamento di un gatto potrebbero influenzare il tasso di remissione raggiunto?
- Quali fattori possono permetterci di prevedere l’insorgenza della remissione del diabete nel gatto? Quali risultati o caratteristiche dei test diagnostici potrebbero prevedere la remissione in un gatto diabetico?
Per rispondere a queste domande sono state seguite le linee guida di Cochrane Collaboration (CC). È stata condotta una ricerca on-line sistematica e bibliografica nella quale sono stati selezionati e presi in considerazione ventidue studi per permetterci di valutare l’influenza dell’approccio farmaceutico e della dieta, nonché dei test diagnostici e delle caratteristiche del paziente felino, come predittori della remissione.
La maggior parte dei gatti diabetici richiede iniezioni giornaliere di insulina e frequenti attenzioni veterinarie che possono comportare un onere emotivo e finanziario per i proprietari. Per questi motivi circa il 30% dei gatti affetti vengono sottoposti all’eutanasia entro il primo anno di trattamento. Tuttavia, è anche riconosciuto che un numero significativo di gatti con DM di tipo II può entrare in uno stato di remissione e non richiedere più un’attenzione veterinaria così intensa. Il meccanismo principale con cui si pensa che si verifichi la remissione diabetica è attraverso l’inversione della glucotossicità. Per glucotossicità ci si riferisce alla diminuzione della funzione delle cellule beta pancreatiche causata da iperglicemia persistente, questa è considerata anche la principale causa di deterioramento progressivo delle cellule beta nel DM tipo II umano. Il controllo glicemico intensivo precoce dopo la diagnosi ha dimostrato migliorare i tassi di remissione a lungo termine nelle persone con DM tipo II. Si pensa che un controllo efficace dell’iperglicemia in questi pazienti diminuisca gli effetti negativi della glucotossicità sulle cellule beta pancreatiche aumentando la possibilità di remissione.
Raggiungere la totale remissione deve essere l’obiettivo finale nella gestione dei gatti diabetici, per limitare l’onere finanziario ed emotivo che grava sui proprietari e ridurre il tasso di eutanasia. La conoscenza dei fattori che predicono e determinano il tasso di remissione di questa patologia sarebbe altamente vantaggiosa per i veterinari, al fine di comunicare ai clienti la probabilità che il loro gatto entri in remissione e decidere la strategia di gestione più efficace per aumentare tale probabilità.
Molti studi hanno mostrato grandi variabilità in relazione alla presenza di altre malattie concomitanti, che si stima siano presenti in circa il 20% dei gatti diabetici. La risposta al trattamento potrebbe differire in modo significativo tra gatti con (o senza) malattie sottostanti.
L’ipersomatotropismo (acromegalia) per esempio è presente in un numero considerevole di casi di diabete felino. Sarebbe opportuno escludere la presenza di ipersomatotropismo, almeno con un ragionevole grado di certezza, attraverso la misurazione di IGF-1 nel siero, dato che questi soggetti hanno più scarse possibilità di ottenere la remissione con la sola gestione diabetica di routine.
Il DM felino inoltre può avere anche cause iatrogene, o secondarie a ipercostisolismo. Spesso nei gatti il DM è associato a pancreatite e potrebbe essere associata a forme diabetiche transitorie, che cessano una volta che la pancreatite si è risolta, o con difficoltà nel controllo diabetico in caso di pancreatite cronica.
È stato dimostrato che la remissione diabetica è possibile con l’utilizzo di glipizide per bocca, tuttavia, fornisce un controllo glicemico e possibilità di remissione inferiori rispetto al trattamento insulinico.
È stato segnalato che la remissione diabetica di successo si può verificare, con ogni tipo di insulina presa in considerazione. Negli ultimi anni, l’insulina glargine ha ricevuto un grande interesse ed è stata proposta come l’insulina ottimale per i gatti diabetici. Glargine ha una durata media di azione più prolungata dell’insulina porcina nei gatti sani. Questo potrebbe portare a una maggiore probabilità di remissione, prolungando il controllo glicemico e riducendo la gluotossicità.
Un altro fattore importante è il monitoraggio del glucosio domestico che sembrerebbe aiutare a ottenere un controllo glicemico più stretto e quindi a migliorare i tassi di remissione riducendo l’effetto della gluotossicità sulle cellule beta pancreatiche.
La riduzione dei carboidrati nella dieta e l’aumento delle fibre sono stati entrambi proposti come aiuti al controllo del DM del gatto. Le diete a basso contenuto di carboidrati possono migliorare il controllo diabetico nelle persone riducendo l’iperglicemia post-prandiale e un beneficio simile è stato proposto nei diabetici felini. Nella medicina umana, è dimostrato che l’aumento della fibra dietetica migliora il controllo glicemico con diversi meccanismi, tra cui il ritardo dello svuotamento gastrico, l’alterazione della secrezione degli ormoni del tratto gastrointestinale e la diminuzione dell’assorbimento di carboidrati intestinali. Come dieta ottimale per i gatti diabetici sono state suggerite diete a contenuto di carboidrati molto basso (fino al 6%). Un contenuto così ridotto di carboidrati di solito viene ottenuto solo con alimenti umidi.
Molti studi purtroppo sono stati influenzati dalle piccole dimensioni del campione e dalla mancanza di randomizzazione. Non erano presenti inoltre dei criteri univoci per la diagnosi del diabete, o della sua remissione, e c’è stato uno scarso controllo su altri fattori casuali a seguito una scarsa progettazione degli studi. Alcuni studi potrebbero aver sottostimato i tassi di remissione, che potrebbero eventualmente essere raggiunti con i protocolli di trattamento testati, per via di follow-up troppo brevi.
Molti studi non sono riusciti a dare una definizione di remissione diabetica. Dei sette studi che hanno fornito una definizione adeguata di remissione in questa rassegna, cinque hanno definito la remissione come stato di normoglicemia senza trattamenti antiiperglicemici per un minimo di 4 settimane. È stato proposto quindi di adottare questa come definizione standard di remissione del diabete felino nella ricerca futura, migliorando la coerenza e la comparabilità dei risultati. L’uso di dieta a basso contenuto di carboidrati o di altre diete specifiche, ai fini di questa definizione, non sarebbe da considerare come “trattamento antiiperglicemico”.
Affrontare questi fattori rafforzerebbe significativamente la ricerca futura e consentirebbe infine di poter presentare una meta-analisi e di raggiugere risultati più significativi. Non è stato possibile trovare dei fattori che ci permettano di prevede la remissione in relazione alla varietà di tipi e protocolli di insulina differenti. La riduzione dei carboidrati nella dieta potrebbe essere utile, ma richiede ulteriori studi. I fattori associati alla remissione nel gatto assomigliano a quelli evidenziati in medicina umana e sostengono l’ipotesi che l’inversione della glucotossicità sia un importante meccanismo alla base della remissione del diabete felino.