Prove di appetibilità: cosa sono?

Con il termine “appetibilità” si intende, tecnicamente, ciò che viene percepito dal cane o dal gatto mentre consume un alimento. Queste percezioni sono influenzate non solo dal gusto dell’alimento stesso, ma anche da fattori quali: il suo aspetto, consistenza, dimensioni, temperatura e in alcuni casi anche da precedenti esperienze avute dall’animale stesso.
In termini pratici, l’appetibilità è una caratteristica molto importante non solo per i nostri pets, che sono i consumatori finali dell’alimento, ma anche per i proprietari, ai quali interessa che la ‘pappa’ acquistata sia di loro gradimento. L’elevata appetibilità di un alimento diventa di conseguenza un aspetto fondamentale per i produttori di pet-food, che vogliono soddisfare i propri consumatori e clienti.
Dato il ruolo chiave che l’appetibilità ricopre, sono state sviluppate diverse tecniche per monitorare il comportamento del cane e del gatto durante il pasto e quindi per comprendere se l’alimento è di suo gradimento o quale tra 2 alimenti proposti gli piace di più: i test di appetibilità appunto.

Per eseguire questi test ci si può avvalere dell’aiuto di società specializzate in studi sull’alimentazione del cane e del gatto che eseguono queste prove in ‘kennel’, ovvero centri specializzati dedicati esclusivamente alle prove di appetibilità; oppure ci si può rivolgere a proprietari volontari, che svolgono i test in casa propria sui loro animali domestici. In quest’ultimo caso, si parla di ‘home-made’ test che permettono di mantenere le condizioni abituali in cui si ritrova il consumatore finale (il nostro cane o gatto), ma che richiedono tempi di esecuzione più lunghi e possono essere meno precisi nell’individuare minime differenze. In entrambi i casi, è importante che gli animali selezionati per il test non abbiano patologie o disturbi comportamentali (ad es. l’aggressività), ma che siano individui sani.

Ma come si svolgono questi test?

Le prove di appetibilità possono essere a ‘singola ciotola’ o a ‘doppia ciotola’: nel primo caso lo scopo è quello di definire il gradimento di un determinato alimento (se piace o no insomma) mentre nel secondo si valuta la preferenza di un alimento rispetto all’altro.

  • Singola ciotola

Il test a singola ciotola consiste nel proporre l’alimento oggetto di studio a minimo 8-10 animali di qualsiasi razza, mole o età per 5 giorni consecutivi. L’alimento viene pesato prima e dopo il pasto per valutare la quantità effettiva di alimento assunta dall’animale. Il vantaggio di questo test è che riproduce le condizioni domestiche, in cui all’animale viene servito un solo tipo di alimento per pasto, senza la possibilità di scelta. Inoltre, permette di identificare i prodotti che sono completamente inappetibili a causa di un sapore o aroma sgradevole.

  • Doppia ciotola

Questa tipologia di test è la più comunemente utilizzata soprattutto quando si stanno sviluppando dei prodotti nuovi . L’obiettivo è quello di valutare se l’animale ha una preferenza. In questo caso 2 alimenti diversi vengono collocati nella medesima quantità in 2 ciotole identiche e presentati contemporaneamente all’animale. Questa operazione viene svolta su un minimo 20 animali di qualsiasi razza, mole o età per 2 giorni consecutivi (o multipli di 2 giorni), alternando sempre la posizione delle ciotole per eliminare qualsiasi influenza legata alla posizione del prodotto. L’alimento viene lasciato a disposizione dell’animale, a digiuno dalla sera prima, per 15-30 minuti al massimo e anche in questo caso viene pesato all’inizio ed alla fine della prova per valutare quale prodotto è stato consumato in maggiori quantità. In questo caso viene preso in considerazione un altro aspetto molto importante: la cosiddetta ‘prima scelta’, ovvero quale alimento viene annusato e consumato per primo.

L’attività svolta attraverso i test di appetibilità non è affatto semplice, poiché il cane ed il gatto non possono comunicare verbalmente se un determinato prodotto gli piace realmente o no.
La ‘sfida’ dei produttori di pet-food risiede quindi proprio nella capacità di individuare quali caratteristiche rendano più ‘appetibile’ un alimento per il cane ed il gatto e nel definire cosa sia maggiormente di loro gradimento nel pieno rispetto delle loro abitudini alimentari quotidiane.

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