Molte volte osserviamo nel cane dei comportamenti strani o, meglio, dei comportamenti che sarebbero normali se più contenuti, espressi con minor frequenza e soprattutto adeguati alla situazione particolare in cui si trova il soggetto. Il leccarsi la punta delle zampe dopo un pasto è un comportamento innato ma se viene proposto ripetutamente in modo ossessivo, anche quando il cane dovrebbe stare tranquillo o fare altre attività, questo dovrebbe essere un campanello d’allarme. Allo stesso modo il girovagare avanti e indietro, il continuo pigolare, il mordicchiarsi convulsamente e strapparsi il pelo, l’abbaiare continuo o un eccesso di distruttività orale in età adulta sono spie di uno stato di disagio. A volte persino l’eccesso alimentare o il bere in continuazione indicano che il cane cerca di compensare una situazione di squilibrio interno. In genere le persone si soffermano sul comportamento manifestato dal proprio cane e cercano soluzioni riferite al sintomo, senza accorgersi che questo in realtà è soltanto la spia di qualcosa che sta al di là del problema espressivo. E’ vero talvolta il mordicchiarsi o un eccesso di autotoelettatura piò essere causato da un problema locale, come la presenza di ectoparassiti oppure una reazione allergica, ragion per cui di fronte a un’alterazione comportamentale è sempre buona norma portare il cane a fare una visita generica e poi specialistica dal medico veterinario. Di frequente, tuttavia, il problema non è topico ma riguarda aspetti profondi della condizione comportamentale. Il cane ha bisogno di esprimere le proprie caratteristiche, cioè la propria natura, altrimenti a lungo andare va in uno stato di scompenso chiamato disagio. E’ buona cosa, allora, rivedere il tipo di vita che facciamo fare al nostro cane e farsi aiutare da un istruttore cinofilo per accrescere la soddisfazione del nostro amico.
Pillola: disagio
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