Educare il proprio cane alla calma è il modo migliore per farlo stare bene e per ridurre alcune tra le problematiche gestionali più comuni, per esempio quelle relative all’ipersensibilità, all’eccesso motorio o reattivo, al comportamento esuberante. Molte persone senza rendersene conto eccitano il cane perché si relazionano sempre con lui attraverso il movimento, la sfida, lo scherzo, il gioco corporeo, la voce alta e concitata oppure perché premiano il cane tutte le volte che questi va in eccitazione. Si scambia tale stato di fibrillazione del cane come una condizione di felicità da incentivare o come una richiesta di attenzione da esaudire o, ancora, come uno stato di inquietudine a cui rispondere o da rimbrottare. L’attenzione è il premio più ambito per il cane: se anche inconsapevolmente ci si rivolge a lui quando si eccita, abbaia, raspa contro la porta, ci mette le zampe addosso o presenta atteggiamenti di esuberanza inevitabilmente andremo a rinforzare questo stile. La situazione tipica è l’entrata in casa, un evento che inevitabilmente eccita un po’ il cane: in genere le persone non calmano il cane ma aumentano la sua eccitazione attraverso il movimento, la voce acuta, l’aumento di attenzione. L’educazione alla calma si basa su una forte coerenza del proprietario nella capacità di ignorare il cane quando manifesta comportamenti di esuberanza, ipercinesi o di eccessiva reattività e di premiare invece lo stato di calma, anche perché in genere si sarebbe portati a fare il contrario.
Pillola: calma
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