La gravidanza nella cagna ha una durata media di circa 60 giorni e, come per ogni specie animale, è un momento delicato, in cui avvengono molti cambiamenti sia fisici che comportamentali. Sicuramente è bene sottoporre la cagna a controlli veterinari, per eseguire alcune ecografie di monitoraggio ed essere informati circa le attenzioni e gli accorgimenti da avere in questa fase ed in quella immediatamente successiva dell’allattamento.
Di certo in questo periodo l’alimentazione assume un ruolo di fondamentale importanza e dovrà tenere conto sia delle mutate esigenze nutrizionali della mamma che delle necessità dei feti. Il numero di quest’ultimi è molto variabile, soprattutto in base alla razza, può anche essere inferiore a 4 come può anche essere di 9.
Durante le prime settimane di gestazione non è necessario modificare l’alimentazione; in alcuni soggetti potrebbe manifestarsi una certa inappetenza che, se transitoria, non deve destare preoccupazione. A partire dalla quinta settimana, invece, inizia un periodo caratterizzato da un progressivo aumento di fabbisogno energetico. Da questo momento in poi è importante scegliere un alimento, nutrizionalmente bilanciato, che non richiede l’aggiunta di integratori che anzi sono sconsigliati, in quanto potrebbero interferire con la regolazione di vitamine e minerali, con possibili ripercussioni sullo stato di salute. Per avere garanzia di fornire alla cagna una equilibrata e specifica alimentazione si può ricorrere all’utilizzo dei cosiddetti mangimi “starter” da usare sia durante la gestazione che durante l’allattamento e che potranno essere somministrati anche per lo svezzamento dei cuccioli. Questi alimenti si caratterizzano per avere percentuali di proteine e grassi tali da garantire un sufficiente apporto di amminoacidi essenziali e fornire l’energia adeguata a soddisfare l’aumentato fabbisogno calorico. Le proteine sono fondamentali per il corretto sviluppo dei feti e per questo devono essere di alta qualità. Sicuramente sono da preferire le proteine di origine animale, tipicamente ricche di aminoacidi essenziali.
Molto importante è che il mangime sia arricchito di DHA (acido docosaesaenoico), un acido grasso appartenente alla categoria degli omega-3. Il DHA favorisce un corretto sviluppo del cervello e del sistema nervoso dei feti.
Vitamine che non possono mancare sono la vitamina C (favorisce l’assorbimento di ferro e supporta il sistema immunitario), la vitamina D (importante per l’assorbimento del calcio) e l’acido folico o vitamina B9 il cui corretto apporto è stato dimostrato, soprattutto nelle razze brachicefale, ridurre notevolmente la palatoschisi (malformazione congenita del palato).
Tra i minerali ricordiamo il Ferro, il Calcio e Fosforo che sono tutti e tre importanti per il corretto sviluppo dei cuccioli.
Per quanto concerne la quantità di cibo da somministrare si può ricorrere alla consultazione delle tabelle sull’etichetta del mangime scelto, nelle quali è previsto un graduale aumento della quantità giornaliera, proprio in base alle settimane di gestazione, fino ad arrivare ad una alimentazione ab libitum durante l’allattamento. È inoltre importante, sempre a partire dalla quinta settimana, aumentare il numero di pasti giornalieri, portandoli preferibilmente a 4-5 in modo da non avere mai un eccessivo ingombro gastrico ed evitare oscillazioni rilevanti della glicemia.
Infine, per proteggere la salute della cagna e permetterle di arrivare nelle migliori condizioni al parto, e bene monitorare il peso durante tutta la gravidanza. Se è fisiologico un aumento ponderale è anche vero che questo non deve essere maggiore al 25-30% del peso iniziale. Il miglior modo per monitorare l’incremento ponderale è pesare settimanalmente la cagna ed eventualmente aggiustare la dose giornaliera di cibo, facendo sempre riferimento al medico veterinario in caso di dubbi o incertezze.