La composizione in fibre alimentari totali delle diete per la gestione dell’obesità e diabete mellito nei gatti

Tammy J. Owens, et al. 2014

L’obesità è una patologia in costante crescita nel gatto, così come nell’uomo, e questa aumenta di quattro volte il rischio di sviluppare il diabete mellito, in quanto è uno dei fattori che porta all’insulino-resistenza ed all’intolleranza al glucosio in seguito alla alterata secrezione di insulina dovuta all’aumento di peso. L’aggiunta di fibre nella dieta è una delle strategie messe in atto per regolare l’assunzione di cibo nel gatto obeso. Infatti, diete con alto contenuto di acqua o fibre apportano un ridotto quantitativo energetico e calorico, risultando quindi utili nel supporto nutrizionale della gestione dell’obesità e del diabete mellito.
Sebbene alcuni studi scientifici suggeriscano che diete a basso contenuto di carboidrati ed alto contenuto proteico possano risultare utili nella gestione del diabete mellito del gatto, negli stessi studi non è stato specificato la tipologia di fibre utilizzate né il loro livello di inclusione. Allo stesso modo, diete in commercio formulate per la gestione dell’obesità e del diabete mellito del gatto riportano un elevato contenuto di fibre grezze al loro interno, pur non fornendo il valore di fibre totali e non permettendone quindi un confronto (né in termini assoluti né in termini relativi delle specifiche frazioni di fibre insolubili, solubili ad alto ed a basso peso molecolare). Poiché l’effetto delle diverse fibre non è uniforme, è sempre utile la loro quantificazione nelle diverse frazioni, infatti un aumento di fibre insolubili può interferire con l’assorbimento dei nutrienti e la risposta glicemica al pasto, mentre la produzione di acidi grassi a corta catena derivanti dalla fermentazione batterica delle fibre solubili supporta il microbiota intestinale, che è riconosciuto avere un ruolo cruciale nel controllo dell’obesità.

Lo studio di Owens et al., pubblicato in JAVMA nel 2014, ha analizzato diversi alimenti dietetici secchi (n=10) e umidi (n=12) per la gestione dell’obesità e del diabete mellito nel gatto con l’obiettivo di fornire maggiori informazioni sulla composizione e quantità delle fibre alimentari incluse.

Questo studio ha evidenziato una correlazione negativa tra energia totale delle diete commerciali e la concentrazione di fibre totali, oltre che alla minore concentrazione energetica presente nelle diete indicate per il trattamento dell’obesità, rispetto a quelle per il diabete mellito (difformità derivante dal diverso rapporto tra fibre totali, fibre solubili e fibre insolubili presenti nell’alimento). Tuttavia le differenze di densità energetica nei diversi gruppi di alimenti non sempre sono dovute ad un differente contenuto in fibre, in quanto il contenuto energetico non dipende solo dalle fibre, ma anche dagli altri macronutrienti, come ad esempio i grassi. Purtroppo, solo alcune delle diete incluse nello studio riportano la differenziazione tra le fibre totali presenti nell’alimento, quelle insolubili e le solubili. Sebbene la lista degli ingredienti contenga le fonti di fibre insolubili (cellulosa), di fibre solubili (psyllium, fibre della frutta e la gomma di guar), di fibre miste (semi di lino) e di fibre solubili a basso peso molecolare (fruttoligosaccaridi ed inulina), sarebbero utili anche le informazioni quantitative. Sebbene non siano state riscontrate differenze tra gli alimenti secchi ed umidi quando comparati come gruppi, si evidenziano notevoli differenze se esaminati singolarmente. Gli alimenti dietetici umidi infatti hanno meno fibre totali rispetto agli alimenti dietetici secchi. Sempre dal presente studio risulta che la loro suddivisione sulla base della concentrazione delle fibre grezze rischia di sottostimare la concentrazione delle fibre totali e quindi portare ad una sovrastima dei carboidrati e conseguentemente del contenuto energetico totale. Considerando l’utilizzo storico della concentrazione delle fibre grezze per distinguere le diete a basso ed alto contenuto in fibre e per stimare la concentrazione in carboidrati, le passate raccomandazioni alimentari sulla base di questi parametri potrebbero risultare ad oggi inadeguate e non accurate. Infatti questo studio ha dimostrato che utilizzare la concentrazione di fibre grezze invece della concentrazione in fibre totali per stimare il quantitativo in carboidrati dell’energia metabolizzabile, può determinare una sovrastima fino al 21% dei carboidrati in tutte le diete, del 35% negli umidi e del 28% nel secco per il diabete mellito, del 12% nell’umido e del 17% nel secco negli alimenti per l’obesità. Questo ovviamente enfatizza l’importanza della valutazione della concentrazione delle fibre totali e del loro utilizzo nel computo dei carboidrati per differenziare i vari alimenti.
Concludendo, il presente studio ha quindi evidenziato che la concentrazione e la composizione in fibre di un alimento gioca un ruolo cruciale nella scelta e nell’efficacia delle diete utilizzate nel management nutrizionale dei pazienti obesi e con diabete mellito. I differenti tipi di fibre hanno diversi effetti fisiologici, parte dei quali devono ancora essere compresi al meglio.
Si incoraggia quindi a valutare le diverse componenti delle fibre alimentari, così da poter consigliare nelle diverse condizioni patologiche alimentazioni sempre più mirate, migliorandone l’efficacia per il benessere del nostro paziente.

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