Hansen S.H., 2001
La taurina ha diverse funzioni fisiologiche, ad esempio nella formazione di acido biliare, come osmolita per la regolazione del volume cellulare, nel cuore, nella retina, nella formazione di N-clorotaurina per reazione dell’acido ipocloroso nei leucociti. In alcuni animali come il gatto e il ceppo di topo C57BL/6, usati ampiamente come modello animale di malattie umane tipo diabete e aterosclerosi, sono stati riscontrati disturbi nell’omeostasi della taurina.
La formazione e di conseguenza l’accumulo di sorbitolo intracellulare, tipica in presenza di diabete, causa con molta probabilità l’esaurimento di composti intracellulari tra cui osmoliti tipo: Myo-inositolo e taurina. Il metabolismo alterato della taurina e lo sviluppo di disfunzioni cellulari che causano complicanze cliniche nel diabete, come retinopatia, neuropatia, nefropatia, cardiomiopatia, aggregazione piastrinica, disfunzione endoteliale, e aterosclerosi, sono state spesso associate, tanto da far presupporre prospettive terapeutiche con L’integrazione di taurina e altri osmoliti.
La taurina si trova in alte concentrazioni a livello intracellulare nella maggior parte dei tessuti animali e in alcune alghe, ma il suo ruolo fisiologico non è ancora stato compreso, benchè in alcuni carnivori partecipi alla trasformazione del colesterolo in sali biliari idrosolubili e pare risulti anche avere un ruolo determinante nell’osmoregolazione, nel sistema nervoso centrale (SNC), nella funzione retinica, nella funzione cardiaca e nell’inibizione della fosforilazione proteica.
La via metabolica primaria per la sintesi della taurina nei mammiferi avviene nel fegato nella via dell’acido solfinico della cisteina. In questa via, il gruppo solfidrile della cisteina è inizialmente ossidato a cisteina-acido solfinico dall’enzima cisteina diossigenasi. Di seguito la cisteina-acido solfinico è decarbossilata dalla cisteina-acidosolfinico decarbossilasi per la formazione dell’ipotaurina.
Oltre questa via biosintetica primaria, studi più approfonditi, hanno osservato la formazione di taurina attraverso vie biosintetiche in altri tessuti, mettendo in luce una capacità di sintesi e un tasso di reciclaggio della stessa, che risulta variabile nei vari mammiferi. Ad esempio nel ratto e nel topo si hanno capacità biosintetiche di taurina elevatissime, mentre è limitata nell’uomo e quasi assente nel gatto.
In biochimica l’unico riferimento alla taurina è la ben nota funzione biologica nel metabolismo del colesterolo quando l’acido colico è coniugato con taurina o glicina per formare rispettivamente, acidi biliari come: l’acido taurocolico e l’acido glicocolico. Il rapporto tra acidi biliari coniugati con glicina e taurina varia tra i mammiferi, ad esempio coniugazione quasi esclusiva di taurina nel ratto. Nell’uomo si osservano coniugati di glicina e taurina con un rapporto di 3:1 e si è dimostrato che la somministrazione orale di taurina aumenta notevolmente la quantità relativa di acido taurocolico nella bile. I sali biliari partecipano all’assorbimento di grasso nell’intestino e sono solo parzialmente riassorbiti. Questa escrezione di sali biliari costituisce l’unica via di escrezione di colesterolo dal corpo, che con molta probabilità si verifica principalmente con l’acido taurocolico. Da ciò si deduce che la carenza di taurina ridurrà l’escrezione di colesterolo, provocandone l’accumulo nel corpo e di conseguenza aumentando il rischio di aterosclerosi.
Studi immunocitochimici hanno dimostrato concentrazioni molto alte di taurina e di acido cisteina solfinico decarbossilasi nella retina dei mammiferi, identificando la stessa come inibitore o modulatore della fosforilazione delle proteine della retina.
A livello del tessuto cardiaco dei mammiferi la taurina è l’amminoacido più abbondante e sembra essere coinvolta nello scambio di Na+ – Ca2+ nel cuore.
A questo proposito studi sperimentali e clinici sull’insufficienza cardiaca congestizia, hanno evidenziato miglioramenti e una riduzione della mortalità con trattamenti specifici di taurina. Inoltre, altri studi hanno dimostrato che la taurina può partecipare alla regolazione di alcune delle proteine cardiache, tra cui l’angiotensina II e la piruvato deidrogenasi.
La taurina è considerata un amminoacido essenziale durante la crescita fetale e durante l’allattamento, ma non essendoci un completo sviluppo dei sistemi bioregolatori per il mantenimento della taurina in questa fase, si sono potuti constatare alte concentrazioni del suddetto amminoacido nel latte materno umano e nella placenta.
Effetti ipoglicemici della taurina sono stati riportati sia da alcuni studi del 1930 sia da altri in seguito più approfonditi e tutti hanno riferito che la taurina potenzia l’effetto dell’insulina. Infatti si è scoperto che il diabete e la chetoacidosi mal controllati, sono indubbiamente associati ad una escrezione urinaria elevata di taurina. Quindi nei pazienti diabetici di tipo 2 la taurina è stata suggerita come agente terapeutico complementare per le complicanze diabetiche.
In soggetti normali la concentrazione di taurina a livello piastrinico risulta essere molto elevata. Studi hanno rilevato che un incremento di taurina e glutatione piastrinico nei diabetici, migliora le condizioni dell’aggregazione piastrinica che è uno dei primi sintomi della malattia.
Quasi tutti i pazienti diabetici, nell’arco di circa 20 anni dall’insorgenza della malattia, sviluppano disfunzioni retiniche sotto forma di retinopatia; e nella maggior parte dei soggetti si sviluppano anche problemi del sistema nervoso, la cui patogenesi per lo sviluppo delle neuropatie diabetiche è sconosciuto. Studi su ratti diabetici indotti da STZ hanno riportato cambiamenti nelle attività di trasporto della taurina nei modelli di neuropatia diabetica e ridotto assorbimento di taurina nella retina.
Nei pazienti diabetici è comune lo sviluppo di una ridotta funzionalità renale. Studi di breve durata su ratti indotti da STZ, hanno dimostrato una diminuzione di taurina nel rene, mentre studi più approfonditi hanno dimostrato che l’incremento di taurina migliora la nefropatia diabetica cronica.
Nelle patologie diabetiche si osserva spesso una funzione neutrofila compromessa, che predispone maggiormente alle infezioni. Il sistema immunitario alterato potrebbe essere causato da un accumulo di sorbitolo che impoverisce la taurina e quindi riduce la capacità di difesa. Uno studio in ratti iperlipidemici ha dimostrato che la taurina potrebbe migliorare la ridotta capacità battericida dei neutrofili.
I topi del ceppo C57BL/6 sono predisposti allo sviluppo di lesioni aterosclerotiche, un fatto che potrebbe essere causato dalla diminuzione del riassorbimento renale della taurina e dalla successiva deplezione. Un ulteriore studio sugli stessi modelli ha riportato una riduzione delle lesioni aterosclerotiche dovuto ad incrementi di taurina nella dieta.
In conclusione, sulla base delle informazioni della presente review, il trattamento con taurina e possibilmente altri osmoliti potrebbe avere successo nel prevenire alcune complicanze cliniche tipicamente osservate nel diabete.