di Sara Ferrari
I nostri amici a quattro zampe sono sempre più “umanizzati” a componenti del nucleo familiare e questo aspetto si ripercuote particolarmente sulla loro alimentazione nella volontà dei proprietari di condividere con i loro gli alimenti da tavola. Questo può rappresentare un problema a duplice valenza: da un lato creare squilibri nutrizionali se somministrato in sostituzione di una parte dell’alimento commerciale completo e dall’altro lato nascondere insidie riguardo alla tossicità di alcuni alimenti.
In seguito è riportata una serie di esempi di alimenti comunemente consumati sulle nostre tavole che possono nascondere insidie per la salute dei nostri cani e gatti.
Uva e uvetta: A seguito dell’ingestione di tali alimenti in elevate quantità, i soggetti più sensibili manifestano inizialmente disturbi gastrointestinali iniziali che possono esitare in insufficienza renale acuta. L’esito è spesso mortale, nel cane, in due o tre giorni.
Noce moscata: può contenere micotossine con tossicità legata al sistema nervoso.
Vino: contiene etanolo che nel cane può indurre vomito e diarrea.
Birra: a causa delle sue elevate concentrazioni di luppolo può indurre ipertermia (aumento della temperatura corporea) in alcune razze di cani più sensibili (ad esempio: San Bernardo, Labrador Retriever).
Caffè e te: tossici poiché contengono sostanze come caffeina e teina, che sia per i cani che per i gatti possono indurre un aumento della frequenza cardiac, della diuresi e disturbi neurologici.
Cioccolato: contiene una teobromina (simil-caffeina), che è risultata tossica in quanto il tempo di metabolizzazione è molto lungo. La dose tossica è pari a 90-100mg/kg (circa un cioccolatino per un cane di 10 kg). Quello fondente risulta più tossico. Gli effetti possono essere vomito e diarrea, iperattività, tremori, convulsioni e morte.
Noce macadamia: fatale per cane e gatto, induce vomito, debolezza, tremori e calo della temperatura corporea. I sintomi compaiono solitamente in 12-48 ore.
Avocado: a causa della presenza di persina, una tossina fungicida, può causare problemi gastrointestinali in cani e gatti. Nel cane provoca vomito e diarrea.
Noccioli della frutta: l’assunzione del nocciolo della frutta può essere pericoloso, sia se intero, perché potrebbe provocare ostruzione intestinale, sia qualora dovesse venire rotto e la parte interna esposta a causa della masticazione. La parte interna del nocciolo della frutta rilascia sostanze che, attaccate dai batteri intestinali, si trasformano in cianuro, una sostanza molto tossica anche per i nostri animali.
Cipolla/ aglio /porro/ erba cipollina: la presenza di solfuro di allile può provocare anemia emolitica o disturbi allo stomaco. Attenzione che la tossicità di questi alimenti è però strettamente legata all’elevate dosi, mentre i dosaggi ridotti hanno dimostrato benefici negli animali. Le dosi descritte essere tossiche (DL50) sono le seguenti:
- Cane: 15 g/kg di peso vivo dell’animale per il prodotto fresco, 7-8 gr/kg per l’essiccato;
- Gatto: 5 gr/kg fresco, 1-2,5 gr/kg essiccato.
I segni della tossicità compaiono dopo 1-4 giorni; vomito, diarrea e urine di colore scuro sono i principali segni clinici.
Fagioli e fave: se crudi possono causare problemi gastroenterici, a causa di fattori anti-antinutrizionali come la lectina.
Xilitolo: l’ingestione di 0,1 g di xilitolo/kg può provocare un’ipoglicemia grave nel cane. Una dose maggiore può causare un disturbo della funzione epatica. I sintomi sono tremori, letargia e disturbi della vista.