Root Kustritz M.V.
La sterilizzazione nei cani e nei gatti è una misura ben accettata di controllo delle popolazioni e rappresenta una delle chirurgie più frequentemente effettuate in molti paesi nel mondo.
Questo studio ha analizzato i vantaggi e svantaggi di questi interventi di sterilizzazione e gli effetti sulla salute dei cani e dei gatti e sulla società
Complicanze operatorie dell’intervento chirurgico
Le complicazioni intraoperatorie e post-chirurgiche sono generalmente lievi e auto-limitanti. L’incidenza riportata di complicanze chirurgiche è del 6-27% nelle cagne e nei cani e del 2,6–33% nelle gatte e nei gatti. Complicazioni a breve termine segnalate in caso di ovariectomia (OV) o ovarioisterectoomia (OHE), includono l’emorragia del peduncolo ovarico o uterino, perdite ematiche vulvari, insorgenza di pseudocisti, deiscenza o infezione della ferita chirurgica e, molto raramente, peritonite o sventramento. Le complicanze a lungo termine di OV o OHE comprendono invece la sindrome del residuo ovarico, idrouretere e disfunzione renale ipsilaterale, granuloma del peduncolo uterino o ovarico e malattia del moncone uterino. Inoltre, quando le cagne e le gatte vengono sterilizzate durante l’estro vi sono maggiori rischi di emorragie dovuti all’influenza degli estrogeni.
Effetti sulla società
La sovrappopolazione di animali domestici può verificarsi a causa di proprietari di animali che consentono l’allevamento irresponsabile mantenendo animali selvatici tenuti in libertà. Sebbene sia stato descritto che l’82% dei gatti e il 64% dei cani negli Stati Uniti sono stati sterilizzati, uno studio recente ha constatato che solo il 52% delle persone, che aveva acquistato un cane o un gatto nell’ultimo anno, ha poi provveduto a sottoporlo a gonadectomia. Inoltre, negli Stati Uniti, milioni di animali senza proprietari vengono sottoposti ad eutanasia e per questo motivo sono nate diverse organizzazioni umanitarie che effettuano sterilizzazioni e incentivano la loro adozione da parte di proprietari, così da poter limitare il fenomeno del randagismo.
Effetti sul comportamento
La maggior parte delle persone ricorre a gonadectomia perché non riesce a tollerare i comportamenti riproduttivi dei loro animali. Una preoccupazione riguarda l’addestramento dei cani sterilizzati, secondo alcuni sarebbero più attenti poiché meno distratti da comportamenti legati all’accoppiamento. Nei ratti è stato dimostrato che l’attenzione non è influenzata da variazioni di concentrazione di testosterone mentre è stato osservato che possa influire sull’acuità di memoria di lavoro nello spazio.
La gonadectomia può inoltre influenzare l’aggressività. È stato descritto un aumento dell’aggressività sia nei maschi che nelle femmine dopo gonadectomia e nelle femmine dopo OHE; più comunemente nelle femmine sterilizzate a <1 anno di età che mostravano aggressività prima dell’intervento. La forma di aggressività meglio controllata dalla castrazione sia nei cani che nei gatti è la lotta tra maschi. In uno studio su cani maschi più anziani con lieve decadimento cognitivo, quelli che erano castrati avevano maggiori probabilità di sviluppare un grave decadimento cognitivo rispetto a quelli lasciati intatti. La privazione di androgeni è associata ad un aumento della deposizione di amiloide nel cervello di esseri umani e roditori e a un numero ridotto di connessioni sinaptiche nel cervello di roditori e primati.
Effetti sulle Neoplasie
La neoplasia mammaria è molto comune nei cani e nei gatti, con un’incidenza riportata del 3,4% e 2,5%, rispettivamente. Cani e gatti intatti hanno una probabilità sette volte maggiore rispetto a quelli sterilizzati di sviluppare questa neoplasia quando invecchiano. Uno studio ha suggerito che la neoplasia mammaria potrebbe essere più comune nelle femmine che hanno mostrato più di tre episodi di falsa gravidanza nella loro vita, sostenendo ancora una volta il ruolo della stimolazione ormonale del tessuto mammario come fattore associato alla trasformazione neoplastica di quel tessuto
La neoplasia prostatica è rara nei cani, con incidenza dello 0,2-0,6% ed è sempre praticamente maligna; sono descritti sia l’adenocarcinoma che il carcinoma a cellule transizionali. Diversi studi hanno documentato una maggiore incidenza di carcinoma prostatico in cani castrati, con aumento del rischio che varia da 2,4 a 4,3 volte. La neoplasia prostatica è estremamente rara nei gatti, ma in uno studio di otto gatti con neoplasia prostatica, sette erano castrati.
L’incidenza del carcinoma a cellule transizionali è al massimo l’1% dei tumori maligni. Dopo gonadectomia l’incidenza del carcinoma a cellule transizionali della vescica e dell’uretra delle femmine e dell’uretra dei maschi ha subito un aumento del rischio di 2-4 volte. La relazione causa-effetto non è chiara.
La neoplasia testicolare è molto comune nei cani maschi di età avanzata, con un’incidenza riportata dello 0,9%. La neoplasia testicolare è rara nei gatti maschi. La castrazione è curativa.
L’incidenza complessiva di emangiosarcoma nei cani è dello 0,2% e nei gatti dello 0,03%. L’incidenza di emangiosarcoma sia splenico che alla base cardiaca è aumentata nei cani dopo gonadectomia; nelle femmine, il rischio di emangiosarcoma splenico dopo OHE aumenta di un fattore di 2,2 e il rischio di emangiosarcoma cardiaco aumenta di un fattore di 5, e nei cani maschi, il rischio complessivo di emangiosarcoma aumenta di un fattore 2,4 dopo la castrazione.
L’osteosarcoma è un tumore non comune con un totale incidenza dello 0,2%. L’incidenza è aumentata con la gonadectomia, di un fattore di 1,3–2 senza chiara relazione causa-effetto. Dal punto di vista dermatologico è stato osservato in cagne sterilizzate un aumento dell’incidenza dei tumori dei mastociti sebbene la correlazione causa effetto non sia chiara.
Effetti sull’apparato muscolo-scheletrico
L’ossificazione delle cartilagini di accrescimento è mediata da ormoni gonadici. È stato dimostrato che la chiusura delle fisi è ritardata nei cani e nei gatti sterilizzati o castrato in età prepubere. Un ampio studio ha rilevato un aumento dell’incidenza di displasia dell’anca in cani sterilizzati da giovani. Un’ipotesi di questi risultati è l’asimmetria nella chiusura delle fisi che causando deformità e lassità dell’articolazione dell’anca provocherebbe artrite. Dopo la gonadectomia anche la rottura del legamento crociato anteriore è più frequente.
Effetti sull’apparato uro-genitale
L’incontinenza urinaria estrogeno-reattiva è molto più comune nei cani sterilizzati con un’incidenza riportata del 4,9-20,0%. Altro fattore che contribuisce alla manifestazione di questa patologia è un peso corporeo superiore ai 20 kg.
L’incidenza di piometra nei cani lasciati intatti è elevata, circa 24–25% entro i 10 anni. La piometra si verifica anche nei gatti.
L’iperplasia prostatica benigna è molto comune nei cani anziani, con un’incidenza segnalata del 50% entro 2,4 anni età e 75-80% nei cani di età pari o superiore a 6 anni. La castrazione è curativa. Studi multipli non sono riusciti a mostrare correlazione tra castrazione, diametro uretrale e incidenza di ostruzione del tratto urinario nei gatti maschi. Allo stesso modo, senza chiaro significato clinico, cani castrati a <7 settimane di età presentavano diametro del pene, dimensione e radio densità dell’osso penieno ridotte accompagnate da sviluppo prepuziale immaturo rispetto ai cani maschi castrati a 7 mesi di età o lasciati intatti.
Effetti su disordini endocrini e metabolismo
Non ci sono state segnalazioni di aumento della malattia surrenalica nelle popolazioni di gatti e cani secondarie alla gonadectomia.
I gatti hanno un rischio aumentato da 2 a 9 volte di sviluppare diabete mellito dopo la sterilizzazione, un’ipotesi è che ciò dovuto alla ridotta sensibilità all’insulina.
Da uno studio su cani beagle castrati e maschi interi non sono emersi cambiamenti nel TSH sierico a riposo, nelle concentrazioni di tiroxina o alterazioni nel test di stimolazione.
In studi retrospettivi, è stato dimostrato che fino al 2,8% della popolazione canina è obesa, di cui il 50% di cani e gatti gonadectomizzati. Nei gatti, il rischio di obesità è risultato essere 3,4 volte più elevato se gli animali erano sterilizzati. I gatti castrati hanno mostrato un aumento delle concentrazioni sieriche di IGF-1 (insulin-like growth factor), prolattina e leptina, tutte coinvolte nel metabolismo dei grassi.
Per concludere, la maggior parte degli studi che valutano la durata della vita suggerisce che gli animali castrati vivono più a lungo degli animali intatti.