Una delle principali raccomandazioni che i veterinari fanno spesso ai proprietari di cani e gatti è quella di non cambiare l’alimento in continuazione: i mutamenti repentini della loro alimentazione possono comportare uno stress intestinale e in alcuni casi anche conseguenti patologie gastrointestinali, come intolleranze o allergie alimentari nei soggetti predisposti.
La risposta quindi è “No, non serve cambiare periodicamente l’alimentazione, a meno che….”
Il cambiamento nell’alimentazione del cane e del gatto è strettamente connesso ad una serie di variabili:
ETÀ: nelle diverse fasi di vita dell’animale cambia il fabbisogno di nutrienti (carboidrati, proteine e grassi) che il cane/gatto deve assumere. Nella prima fase di vita dell’animale (1-12 mesi o 1-24 mesi a seconda della razza) è importante per una crescita corretta ed armonica, la somministrazione di un alimento adatto ai cuccioli caratterizzato per esempio, da una maggiore quantità di proteine , amminoacidi essenziali e omega-3/ omega-6; terminata questa fase sarà necessario passare gradatamente ad un alimento per adulti. Infine nei soggetti anziani diminuisce il fabbisogno energetico, poiché il metabolismo basale rallenta e si favorisce la somministrazione di proteine ad elevata digeribilità per mantenere la massa muscolare. E’ per questo motivo che in commercio si trovano alimenti suddivisi per fasce d’età (Puppy /Kitten – Adult – Senior).
STILE DI VITA: un’alimentazione di alta qualità e bilanciata sulla base dell’esercizio fisico svolto quotidianamente, è fondamentale per il benessere del cane e per garantirgli il soddisfacimento di tutti i fabbisogni energetici e nutrizionali. Particolare attenzione va posta all’alimentazione del cane e del gatto in seguito alla sterilizzazione /castrazione. L’eliminazione degli ormoni sessuali non ha riflessi solo sul comportamento o sullo sviluppo o meno di patologie importanti, in primo luogo modifica il metabolismo del soggetto, aumentando il senso di fame. Se la fame aumenta, la maggior parte delle volte aumenta anche la richiesta di cibo. Le richieste vengono quasi sempre assecondate e, se l’attività fisica non aumenta, di conseguenza aumenta il peso. Il sovrappeso e l’obesità sono i primi effetti che preoccupano di più. Quindi una dieta il più biologicamente appropriata possibile è l’ideale, un minor apporto di carboidrati fanno sì che ci sia meno probabilità di accumulo di grasso, anche se l’attività fisica diminuisce un pochino.
APPETIBILITÀ: un altro motivo che può portare un proprietario a dover cambiare l’alimentazione, è il rifiuto del cibo da parte del pet. Consultatevi col vostro veterinario per escludere problemi di salute o patologie di diversa natura che possano provocare la diminuzione o la mancanza di appetito. Nel caso in cui il vostro animale sia solo “capriccioso”, si potrebbe risolvere il problema proponendogli un alimento più appetibile, con l’inclusione di carne o pesce fresco, con una buona percentuale di proteine di origine animale e ingredienti di alta qualità.
CONDIZIONI DI VITA: il proprietario potrebbe aver bisogno di cambiare l’alimentazione del vostro pet durante la gravidanza utilizzando – per esempio – durante l’ultimo terzo di gestazione, l’allattamento e poi lo svezzamento mangimi studiati specificatamente per tali condizioni e caratterizzati da una maggior apporto energetico.
PARTICOLARI ESIGENZE NUTRIZIONALI: Oppure potreste dover cambiare il consueto alimento del vostro cane/gatto per motivi di salute. Esistono in commercio alimenti dietetici appositamente studiati per particolari fini nutrizionali degli animali (per. Es. il diabete o l’insufficienza renale). Ascoltate sempre i consigli del vostro veterinario in merito.
La regola d’oro da seguire in qualunque caso, è quella di cambiare alimentazione in modo graduale per dare tempo al tratto intestinale e metabolismo dell’animale di abituarsi alla nuova ricetta. Se si vuole cambiare alimento, sia umido che secco, si deve procedere con cautela, sostituendo il vecchio cibo con quello nuovo e diminuendo la quantità di quello vecchio a ogni pasto. Il processo è molto semplice e può durare, se necessario, da una a due settimane. La tecnica consiste nel mescolare a poco a poco l’alimentazione corrente con quella nuova, per abituare l’animale al “nuovo sapore” aggiunto.
- I primi due giorni dovrete fare una miscela con il 25% del nuovo alimento.
- Il terzo e il quarto giorno ampliate fino al 50%.
- Il quarto e il quinto giorno portate la percentuale della nuova alimento fino al 75%.
- A partire dal settimo giorno, darete all’animale il 100% del nuovo alimento.