Tra i principali motivi per cui cane e gatto vengono portati in visita veterinaria rientrano certamente i problemi della pelle. I disturbi più comuni e più difficili da gestire per il proprietario sono le malattie pruriginose.
Il prurito è normalmente associato a tantissime cause. È un problema ostico e prima di riuscire ad arrivare ad avere una diagnosi certa e ad un’efficace terapia potrebbe essere necessario del tempo, con forte impatto sulla sfera emotiva del proprietario.
La dermatite nel cane e nel gatto
La principale forma di dermatite allergica pruriginosa nel cane e nel gatto è la dermatite atopica.
Si calcola che circa il 15% dei cani possa essere predisposto ad una forma di dermatite pruriginosa, su base genetica e scatenata da un’allergia ambientale o alimentare.
L’insorgenza è precoce e varia dai 6 mesi ai tre anni di età e colpisce diverse razze. Esiste una forte predisposizione genetica in alcune razze, dove il tasso di incidenza può arrivare al 30%. Le razze più colpite sono il pastore tedesco, il labrador, il boxer e i terrier: sembra poi che i cani di piccola taglia e a manto chiaro siano più predisposti a sviluppare precocemente la malattia.
Nonostante vi siano alcune razze particolarmente predisposte allo sviluppo della malattia, qualsiasi cane e gatto può esserne colpito, per cui in caso di prurito è necessario portare il vostro animale dal veterinario tempestivamente.
Sintomi e gestione della dermatite
Il sintomo principale di tutte le malattie infiammatorie della cute è certamente il prurito. L’obiettivo del veterinario, in questa fase è quello di ridurre il prurito e conseguentemente gestire le lesioni dovute al continuo grattamento/leccamento della parte interessata.
Le lesioni cutanee modificano in modo importante la permeabilità cutanea, permettendo il passaggio di ulteriori allergeni all’interno della cute alimentando il prurito e innescando una continua reazione che porta il cane al continuo grattamento.
Inoltre, la cute erosa può essere coinvolta in infezioni batteriche o fungine secondarie che complicano la gestione clinica.
L’importanza dell’alimentazione
L’alimentazione gioca un ruolo importante nella gestione del sintomo. Una dieta idrolizzata a basso contenuto di allergeni, senza cereali e ricca di antiossidanti è sempre da preferire per escludere una correlazione tra la componente alimentare e il prurito.
Molte evidenze scientifiche (Davis 1989; Davis 1994; Kallaya Eamlamnam 2006; Misawa 2011; Wahedi 2017; Hęś 2019) , mostrano come un’alimentazione con integrazione di Aloe Vera è utile nel neutralizzare i radicali liberi negli animali con dermatite atopica e supportare il sistema immunitario con un’efficace azione rigenerativa della pelle, determinando un’accelerazione della guarigione.
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