La processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae, particolarmente diffuso nelle regioni temperate del bacino del Mediterraneo. Si tratta di un insetto altamente distruttivo per le pinete, poiché lo stadio larvale si nutre di fogliame di pini, larici, cedri e querce compromettendone di fatto il ciclo vitale. La particolarità delle larve delle processionarie è quello di essere dotate di una folta peluria ad azione urticante contenente una sostanza tossica detta “taumetopoeina”; tale sostanza è un’arma estremamente efficace che provoca reazioni allergiche in vari animali, compreso l’uomo, causate dal semplice contatto con le larve. Il nome di processionaria deriva dal fatto che, quando le larve si spostano alla ricerca di foglie di cui nutrirsi, si dispongono in fila indiana come se stessero facendo una processione.
ASPETTO
Gli adulti o farfalle sono di colore grigio con motivi neri e macchie biancastre. Le larve sono di colore marrone con macchie arancione e ricoperte di peli urticanti.
CICLO VITALE
A partire dalla metà di giugno, verso sera, i bruchi della processionaria emergono dal terreno trasformandosi in farfalle. I maschi e le femmine si accoppiano e i maschi muoiono uno o due giorni dopo. Le femmine gravide dispongono le uova a file parallele, in gruppi da 70 a 300 uova, che formano un manicotto di colore grigio argento attorno ai rami di pino o sugli stessi aghi della conifera. In seguito alla deposizione delle uova anche le femmine muoiono. Le uova si schiudono dopo 4 settimane dando origine alle larve che poi si trasformeranno in bruchi. Durante la crescita, i bruchi cambiano colore e si ricoprono progressivamente di peli urticanti (fino a 1 milione).
ABITUDINI
Le larve dei bruchi della processionaria si nutrono di foglie e rametti di pino, e possono portare alla defogliazione dell’albero ospitante. Tra febbraio e fine maggio la processione dei bruchi, guidata da una femmina, discende lungo l’albero e si interra a pochi cm di profondità (da 5 a 20 cm) in una posizione soleggiata. Questa risulta essere la fase più pericolosa perché porta la pelosa larva al possibile contatto con i nostri animali domestici. I peli urticanti hanno al loro interno una proteina che provoca una forte infiammazione, sono molto acuminati e funzionano come se fossero minuscole siringhe che inoculano veleno. Il semplice contatto provoca lesioni che avranno gravità differente a seconda della parte coinvolta e alla quantità di peli entrati in contatto (naso, bocca, lingua, palato, occhi etc.)
I sintomi si presentano molto rapidamente, da qualche minuto a qualche ora dal contatto.
A seconda che i peli urticanti siano stati assunti/o inalati e/o ingeriti dai nostri animali si potranno presentare:
- Ipersalivazione
- Dolore
- Febbre
- Gonfiore della lingua
- Ulcere
- Difficoltà respiratorie dovute al gonfiore della lingua o della gola
- Tosse
- Vomito
- Abbattimento
- Anoressia per la gravissima infiammazione delle mucose, specialmente lingua e bocca
Nei casi più gravi si può avere necrosi di intere porzioni della lingua.
Insieme si potranno avere:
- Infiammazione acuta dell’esofago e stomaco
- Edema (gonfiore) della glottide, con possibile soffocamento
- Diarrea con sangue
- Vomito con sangue
- Dolore addominale
- Scolo nasale anche con epistassi (perdita di sangue dal naso) in caso di inalazione di peli.
- Grave congiuntivite in caso di contatto con gli occhi
Nei casi più gravi i peli urticanti se ingeriti potrebbero arrivare a creare ulcere dello stomaco fino a portare alla morte del soggetto.
Si consiglia vivamente, durante i mesi primaverili, di prestare attenzione se si frequentano boschi o parchi ricchi di pini e querce.
Nel caso in cui il tuo animale fosse venuto a contatto con i peli urticanti della Processionaria la prima cosa da fare è contattare il proprio medico veterinario o recarsi in un pronto soccorso.